02 Nov
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La studiosa, già docente di Immunologia alla Sapienza, propone di usare nei locali pubblici, compresi uffici e scuole, sensori  per rilevare la concentrazione di Co2, che se eccessiva, può favorire la diffusione del Covid.

Intervista rilasciata al Corriere della Sera il 31 ottobre 2020 di cui riportiamo un estratto.

«E’ noto da tempo che il contagio del virus Sars-Cov 2 viene trasmesso attraverso le goccioline di aereosol (Droplets) emesse durante la respirazione, che in luoghi chiusi possono raggiungere concentrazioni elevate, ed essere potenzialmente molto pericolose anche se gli individui usano protezioni individuali. La concentrazione delle Droplets è logicamente proporzionale alla concentrazione di CO2, e moltissimi studi hanno evidenziato l’importanza di un frequente e adeguato ricambio di aria dei locali chiusi (aule, bar, ristoranti, uffici e luoghi pubblici in genere). L’Iss e molti precedenti DPCM hanno già dato indicazioni sulla necessità di adeguate misure di Ventilazione Meccanica Controllata nei locali pubblici al chiuso. Purtroppo spesso queste misure sono risultate disattese o insufficienti. Ritengo pertanto necessario inserire in tutti i luoghi pubblici al chiuso un sensore in grado di monitorare la qualità dell’aria (tramite la concentrazione di CO2) e di segnalare, in modo acustico e/o visivo, quando aprire le finestre, per disperdere la concentrazione virale oppure di avviare in modo automatico gli impianti di ventilazione». 

L'unità di sanificazione VentOsan, provvede alla ventilazione meccanica dei locali, utilizzando quale sistema di controllo la concentrazione della CO2.

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